Cristina Núñez

Cristina Nuñez è un’artista e fotografa spagnola nata nel 1962.

Dopo un’adolescenza segnata da dipendenze e difficoltà personali, ha iniziato a usare l’autoritratto come forma di auto-terapia e indagine interiore.

Dal 2005 porta avanti il progetto The Self-Portrait Experience (SPEX), con cui aiuta persone emarginate o in difficoltà a esplorare le proprie emozioni attraverso la fotografia.

Le sue opere, spesso autobiografiche, affrontano temi come l’identità, il dolore, il desiderio di amore e la trasformazione personale.

Ha prodotto libri fotografici in cui affrontava questioni sociali attraverso il ritratto, e ha creato delle raccolte come: “Someone to Love” che dal 2005 è diventato il fulcro del suo lavoro, così come dei workshop che conduce in tutto il mondo, dove racconta la sua storia e la sua carriera anche nelle scuole universitarie.

Lei si considera un’attivista sociale, che usa la propria vita per stimolare lo spettatore a rispecchiarsi nel suo lavoro.

Vivian Maier

Vivian Maier è stata una fotografa americana nata nel 1926 e vissuta per lo più nell’anonimato.

Lavorò come bambinaia per tutta la vita, ma nel tempo libero scattava migliaia di fotografie, soprattutto di strada, cogliendo momenti di vita quotidiana con uno sguardo unico e spesso ironico.

La sua opera fu scoperta solo dopo la sua morte nel 2009, quando un collezionista acquistò per caso alcuni dei suoi negativi in un’asta, rivelando un vasto archivio di oltre centocinquantamila immagini.

Oggi è considerata una delle più grandi fotografe di street photography del Novecento, protagonista di mostre internazionali, documentari e studi critici, nonostante in vita non abbia mai cercato né fama né riconoscimento.

La sua capacità di catturare l’anima delle persone comuni e i dettagli nascosti della vita urbana continua a ispirare fotografi e appassionati in tutto il mondo.

Moira Ricci

Moira Ricci è un’artista italiana nata nel 1977 in Toscana.

La sua arte usa fotografia, video e installazione per esplorare temi come la memoria, le radici familiari, l’identità personale e il rapporto con il territorio in cui è cresciuta.

Uno dei suoi progetti più noti è “20.12.53‑10.08.04”, in cui, dopo la morte della madre, inserisce digitalmente il proprio autoritratto in fotografie di famiglia con lo scopo di recuperare il tempo perduto e rielaborare il lutto.

Un altro lavoro importante è “Da buio a buio” (2009‑2015), che intreccia miti, leggende rurali e figure immaginarie con immagini e suoni, per dare corpo a tradizioni e immaginari popolari che abitano la sua terra d’origine.